La mia visione della storia italiana sotto specie
criminale ha radici più lontane, più indietro nel tempo, dell'Affaire Moro. Ma
non direi soltanto della storia italiana. Ho avuto sempre, forse legata a certi
fatti avvenuti negli anni della mia infanzia (per esempio: la fucilazione di
coloro che avevano intenzione - soltanto intenzione - di attentare alla vita di
Mussolini), una visione del potere come fatto criminale. Il potere statale. Il
potere mafioso. Il potere ecclesiastico per come poi mi si disvelò attraverso i
libri, quando cominciai a conoscere la storia dell'Inquisizione. Libri come
"Morte dell'inquisitore" e "I pugnalatori", prima di quello
sul caso Moro, dicono esplicitamente di questa visione, di questa
preoccupazione, di questa ossessione. Ma anche tutti gli altri, credo. Anche se
meno esplicitamente.
Leonardo Sciascia intervistato da Jean-Noël Schifano nel 1985.


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