30 novembre 2023

IL PROGETTO CULTURALE E POLITICO DI FRANCESCO CARBONE

 





UNIRE "ALTO" e "BASSO".

Contro la cultura elitaria:

questo è stato il progetto culturale e politico di FRANCESCO CARBONE. (fv)

29 novembre 2023

LE PAROLE DI GIANNI RODARI

 


Ci servono parole per pensare ed amare

H. DAVID THOREAU, Guadagnarsi la vita amandola

 


[Resistenze-Liberazioni-Rivoluzioni/Thoreau]
Brano tratto da "Vita senza principi", Uomini non sudditi. Disobbedienza civile e altri saggi, Henry David Thoreau,

MARX PROFETA

 


Nel rapporto con la donna, in quanto essa è la preda e la serva del piacere della comunità, si esprime l’infinita degradazione in cui vive l’uomo per se stesso: infatti il segreto di questo rapporto ha la sua espressione inequivocabile, decisa, manifesta, scoperta, nel rapporto del maschio con la femmina e nel modo in cui viene inteso il rapporto immediato e naturale della specie. Il rapporto immediato, naturale, necessario dell’uomo con l’uomo è il rapporto del maschio con la femmina. In questo rapporto naturale della specie il rapporto dell’uomo con la natura è immediatamente il rapporto dell’uomo con l’uomo, allo stesso modo che il rapporto con l’uomo è immediatamente il rapporto dell’uomo con la natura, cioè la sua propria determinazione naturale.

Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844

LA GIOVANE PIANISTA BARBARA LO PINTO CHIAMATA A SUONARE IN SPAGNA

 


Il prossimo 15 dicembre la giovane pianista marinese 

BARBARA  LO  PINTO 

suonerà nella Sala Eutherpe  a Leòn

GUERRE STELLARI A SIGONELLA (CT)

 


Le guerre stellari di Sigonella


Antonio Mazzeo
28 Novembre 2023

L’installazione JTAGS all’interno della grande stazione navale siciliana è costata 1.850.000 dollari: un centro di comando, controllo e processamento delle informazioni ospitato in un nuovo edificio con una superficie di 500 metri quadri e un’area recintata con tre antenne di telecomunicazione satellitare del diametro di 4,5 metri. “La posizione strategica della Naval Air Station di Sigonella consente alle forze armate USA, a quelle alleate e dei Paesi partner di dispiegarsi e rispondere secondo le necessità, assicurando sicurezza e stabilità in Europa, Africa ed in tutte le aree sotto la giurisdizione del Comando Centrale delle forze armate USA”, spiega l’U.S. Space Force. “La missione del distaccamento è quella di operare nello spazio di battaglia attenzionando gli allarmi missilistici attraverso una stazione interforze terrestre tattica (Joint Tactical Ground Station o JTAGS). Ciò è vitale per la difesa attiva e passiva e per le operazioni di attacco in Europa”, ma anche per il business dei colossi del complesso militare industriale e per gli ostinati e non pochi fan dello “scontro finale”

foto wikipedia

La base siciliana di Sigonella spicca il volo verso le guerre stellari. L’ufficio stampa di U.S. Space Force, la divisione delle forze armate degli Stati Uniti d’America responsabile di tutte le operazioni spaziali, ha reso nota l’attivazione nella stazione aeronavale siciliana del 5th Space Warning Squadron Detachment 1 (5SWS/Det-1), distaccamento del 5° Squadrone di “pronto allarme” delle unità preposte alle Star Wars. La cerimonia di inaugurazione del centro di comando si è tenuta a Sigonella il 30 ottobre 2023.

“La posizione strategica della Naval Air Station di Sigonella consente alle forze armate USA, a quelle alleate e dei Paesi partner di dispiegarsi e rispondere secondo le necessità, assicurando sicurezza e stabilità in Europa, Africa ed in tutte le aree sotto la giurisdizione di CENTCOM, il Comando Centrale delle forze armate USA”, spiega l’U.S. Space Force. “La missione del distaccamento è quella di operare nello spazio di battaglia attenzionando gli allarmi missilistici attraverso una stazione interforze terrestre tattica (Joint Tactical Ground Station o JTAGS). Ciò è vitale per la difesa attiva e passiva e per le operazioni di attacco in Europa”.

Il nuovo distaccamento di Sigonella opererà a fianco delle altre unità delle forze spaziali USA attivate in altri quattro paesi: nella base aerea di Misawa in Giappone, ad Al Udeid in Qatar e ad Osan in Corea del Sud. “La Space Force conduce le operazioni di allarme missilistico in tutto il mondo”, ha dichiarato il comandante di U.S. Space Force, Dan Sutton, responsabile del nuovo comando di Sigonella. Tutti e quattro i distaccamenti JTAGS con le apparecchiature di allarme missilistico e i sistemi satellitari preposti sono stati ufficialmente trasferiti da U.S. Army alla U.S. Space Force il 1° ottobre 2023. Il Pentagono ha così concluso l’iter di unificazione-integrazione delle costellazioni satellitari delle forze armate USA. Nel giugno 2022 era stata la Marina militare USA a trasferire all’U.S. Space Force il controllo del Naval Satellite Operations Center e di 13 satelliti, seguita tre mesi dopo da US Army. (1)

Il coordinamento delle operazioni di pronto allarme missilistico e delle telecomunicazioni satellitari è stato assunto dal 5th Space Warning Squadron riattivato nella base spaziale di Buckley (Colorado) il 13 ottobre 2023. A capo del 5° Squadrone è stato chiamato il colonnello Michael A. Provencher, con una lunga esperienza nel settore delle guerre missilistiche con l’Aeronautica e l’Esercito USA. Il 5SWS era stato costituito nel 1992 in Australia per contribuire al “pronto allarme” globale contro i missili balistici lanciati nell’emisfero orientale per essere poi disattivato nel 1999. (2) Le sue funzioni furono assunte dalla 1st Space Brigade dell’U.S. Army Space and Missile Defense Command, attiva dal 1992 presso il quartier generale di Colorado Springs (Colorado). Ad una compagnia ultraspecializzata del Comando della 1^ brigata spaziale fu affidato il coordinamento delle attività delle stazioni terrestri interforze JTAG, dispiegate al di fuori degli Stati Uniti d’America per fornire in tempo reale informazioni di avvertimento e segnalazione sull’eventuale lancio di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. (3)

“JTAGS è il principale sistema di U.S. Army per integrare ed espandere le capacità di allarme, attenzione e pronta informazione sui Missili Balistici da Teatro (TBM – quelli con gittata compresa tra i 300 e i 3.500 km, nda) ed altri eventi tattici che interessano il teatro operativo”, spiega il Dipartimento dell’Esercito USA. “Esso è in grado di ricevere e processare tutti i dati trasmessi a banda larga dai sensori della costellazione satellitare del Defense Support Program. JTAGS determina la fonte TBM identificando il punto e il momento di lancio del missile, la sua traiettoria e il punto e il momento dell’impatto. Nel momento in cui è installata nel teatro di guerra, riduce la possibilità di singole interruzioni nei sistemi di comunicazione dei rispettivi Comandi. I benefici operativi includono anche quello di poter dare i segnali d’attacco agli assetti operativi per individuare e distruggere le capacità di lancio del nemico (…) JTAGS supporta i tre pilastri che sostengono la cosiddetta Difesa dai missili di teatro, cioè la difesa passiva, la difesa attiva e le operazioni di attacco, nonché la gestione del campo di battaglia, delle comunicazioni e delle strutture informatiche e d’intelligence”.

Più specificatamente la cosiddetta difesa attiva del sistema JTAGS punta alla “distruzione della minaccia” con gli intercettori della difesa anti-missile e all’“azione in profondità” contro tutti i sistemi missilistici del “nemico”. “Gli attacchi puntano alla distruzione, disgregazione o neutralizzazione delle piattaforme di lancio dei TBM e dei loro centri di comando, controllo e comunicazione; delle infrastrutture logistiche; dei sistemi di riconoscimento, intelligence, sorveglianza, ecc.”, conclude il manuale operativo di U.S. Army. “I comandi e i centri di controllo preposti alle operazioni d’attacco riceveranno da JTAGS le informazioni sui punti e i tempi di lancio in modo da facilitare la pianificazione e l’esecuzione delle missioni di fuoco e di altre missioni offensive (strike aerei o da parte delle forze operative)”. (4)

Per anni l’unica stazione terrestre del sistema JTAGS presente nel teatro europeo ha operato dalla base USA “Kelley Barracks” di Stoccarda (Germania); a fine 2018 essa è stata trasferita a Sigonella “per accrescere le capacità di pronto allarme missilistico”, come ha sottolineato il generale Daniel L. Karbler, comandante delle forze spaziali di U.S. Army, nel corso di un’audizione al Congresso degli Stati Uniti d’America. (5) Secondo quanto dichiarato dall’allora Comandante generale per la difesa missilistica strategica e spaziale, il generale David L. Mann, per “ricollocare” a NAS Sigonella la stazione JTAGS, le autorità militari USA “hanno ottenuto nel 2016 il sostegno del Governo d’Italia”. Come è quasi sempre accaduto nelle relazioni militari tra Roma e Washington, non c’è però traccia nel nostro Paese delle autorizzazioni al trasferimento in Sicilia del sistema di “allerta missilistica” e di “difesa attiva” delle forze spaziali USA. Nel 2016 presidente del Consiglio era Mattero Renzi (Pd, poi Italia Viva), ministra della difesa Roberta Pinotti (Pd). (6)

L’installazione JTAGS all’interno della grande stazione navale siciliana è costata 1.850.000 dollari (un centro di comando, controllo e processamento delle informazioni ospitato in un nuovo edificio con una superficie di 500 metri quadri e un’area recintata con tre antenne di telecomunicazione satellitare del diametro di 4,5 metri). La cerimonia di attivazione del Joint Tactical Ground Station (JTAGS) Alpha Detachment1st Space Company, 1st Space Battalion si è svolta a Sigonella il 6 febbraio 2020 alla presenza del colonnello Eric Little, comandante della 1st Space Brigade. “La ricollocazione della stazione JTAGS è stata dettata dalla necessità di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie acquisite fornendo un’efficacia vitale e operativa nelle capacità di pronto allarme missilistico ad EUCOM, il Comando delle forze armate USA in Europa”, dichiarava per l’occasione il capitano Dustin Mondloch, comandante del Distaccamento Alfa. “Gli operatori della JTAGS elaborano i dati ricevuti da diversi satelliti a raggi infrarossi (Overhead Persistent Infrared o OPIR) e diffondono avvisi di allerta missilistica o messaggi d’intelligence ai soldati, fornendo supporto ai comandanti regionali nell’ambito di più sistemi di comunicazione operativi. Con la nuova stazione a Sigonella si ottimizza il funzionamento e la missione del network satellitare a raggi infrarossi (…) La nuova facility utilizza il sistema JTAGS Block II che ha aumentato la capacità di rilevare e segnalare l’attività dei satelliti OPIR”. (7)

Intanto le Star Wars sono tornate ad essere al centro delle strategie di supremazia bellica del Pentagono nel confronto-scontro con Russia e Cina. Il 2 maggio 2023, incontrando i membri delle commissioni Difesa del Congresso, il vicesegretario di U.S. Air Force, Frank Calvelli (con delega alle acquisizioni dei nuovi programmi spaziali) e il generale David D. Thompson (vicecapo per le Operazioni spaziali USA), hanno spiegato le ragioni e le finalità della corsa al riarmo stellare. “Il nostro ambiente spaziale continua a divenire sempre più contrastato, congestionato e competitivo”, hanno esordito Calvelli e Thompson. “Abbiamo assistito ad una crescita esponenziale nelle attività spaziali, incluse le minacce contro-spaziali (counter-space threats) da parte dei nostri competitori strategici, specificatamente Cina e Russia, che continuano ad ottenere significativi vantaggi in ambito spaziale minacciando la nostra libertà di movimento e rendendo sempre più critica la nostra capacità di mantenere il vantaggio strategico”.

“La crescita dei test distruttivi antisatellite, le dimostrazioni di missili ipersonici e manovrabili e una serie di comportamenti pericolosi da parte dei nostri competitori strategici richiedono che il Dipartimento delle forze aeree e spaziali USA si prepari a proteggere e difendere i nostri interessi di sicurezza nazionale nello spazio attraverso un insieme di capacità spaziali resilienti, affidabili e capaci”, hanno aggiunto il vicesegretario Frank Calvelli e il generale David D. Thompson. Per contrastare le “minacce spaziali” russo-cinesi, nell’ultimo triennio il Pentagono ha puntato alla radicale trasformazione dei reparti preposti alle Star Wars, potenziando le attività addestrative delle “forze spaziali di pronto intervento”, acquisendo nuove attrezzature “per prevalere in una guerra” e ampliando le opportunità di cooperazione della Space Force con alcuni partner internazionali. (8)

Il 25 aprile 2023 il presidente Biden ha approvato in via definitiva l’Unified Command Plan predisposto dal Dipartimento della difesa con cui sono state trasferite tutte le responsabilità della “difesa missilistica” dall’U.S. Strategic Command all’U.S. Space Command. (9) Enormi risorse finanziarie del bilancio di spesa 2024 sono state destinate al settore spaziale militare: 33,3 miliardi di dollari con una crescita del +15% rispetto all’anno precedente. In particolare il budget predisposto dall’amministrazione USA include 5 miliardi di dollari per l’acquisto di ulteriori sistemi di “allarme” e “tracciamento” missilistico; 1,3 miliardi per lo sviluppo di una nuova generazione di sistemi di controllo operativo per GPS; 3 miliardi per 15 velivoli di lancio; 4,7 miliardi per un nuovo sistema di comunicazioni satellitari “protette e resistenti ai blocchi”. (10)

Ancora una volta grandissimi affari per le holding del complesso militare-industriale (Lockheed Martin e Northrop Grumman in testa) mentre l’umanità fa un ulteriore passo in avanti verso il baratro dell’apocalisse atomica.

Note:

Articolo pubblicato in Pagine Esteri e sul blog di Antonio Mazzeo

A CAPO D'ORLANDO SI RICORDA TURIDDU CARNIVALI

 




QUATTRO CAPOLAVORI DA RIVEDERE

 


28 novembre 2023

FRANCESCO CARBONE E' ANCORA VIVO 1 e 2

 


Francesco Carbone è stato un uomo geniale. Nella foto potete ammirare due sue creature. Dopodomani lo ricorderemo nel Palazzo Reale di Palermo. (fv)



La cosa che più mi piaceva di Ciccino era la sua straordinaria capacità di dialogare sia con i pastori e i contadini di Godrano che con i grandi intellettuali come Giulio Carlo Argan e gli storici delle Annales. (fv)

DALLA PARTE DELLE BAMBINE

 



ELENA GIANINI BELOTTI

Sui bambini, sull'arte, sul sesso

 

“La cultura alla quale apparteniamo, come ogni altra cultura, si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere. L'obiettivo dell'identificazione di un bambino col sesso cui è stato assegnato si raggiunge molto presto, e non ci sono elementi per dedurre che questo complesso fenomeno abbia radici biologiche”.

 

 

[Riferito all'insegnare i lavori domestici alle bambine sin dai cinque-sei anni] Non si tratta di un semplice tirocinio per l'apprendimento di certe abilità, ma di un vero e proprio condizionamento perpetrato allo scopo di rendere automatiche certe prestazioni. [...] Gli adulti sanno benissimo che se non si produce un condizionamento nell'età adatta, cioè quella in cui la critica e la ribellione sono improbabili, sarà quanto mai arduo ottenere queste prestazioni più in là. L'ordine familiare e sociale esige che le donne siano consenzienti a sobbarcarsi il compito di addette ai servizi domestici, poiché il loro rifiuto metterebbe in crisi contemporaneamente la casta maschile, condizionata a essere servita, e l'intera struttura sociale, che si rifiuta di sopportare i costi del lavoro domestico femminili e quelli necessari all'impianto di una organizzazione che lo sostituisca.

 

È molto più difficile e faticoso comprimere energie spesso prepotenti e pretendere che si ripieghino su se stesse per poi atrofizzarsi lentamente, che dar libero a tali energie e anzi stimolarle a realizzare qualcosa di concreto. È più semplice spingere un individuo verso il proprio sviluppo che reprimere l'impulso all'autorealizzazione presente in tutti gli individui a prescindere dal sesso. La femmina, inibita nel proprio sviluppo, è costretta a organizzare autodifese per non soccombere, e soprattutto nei casi in cui le energie erano particolarmente vivaci e hanno richiesto massicci interventi repressivi, manifesta tratti caratteriali che non sono affatto tipici del sesso femminile come si pensa, ma sono semplicemente il prodotto della castrazione psicologica opera ai suoi danni.

 

Elena Gianini Belotti è di origine bergamasca, ha lavorato a lungo nel campo dell'assistenza all'infanzia. E' stata chiamata, nel 1960, a dirigere il primo Centro Nascita Montessori a Roma, che ha diretto fino al 1980. Nel 1973 ha pubblicato per Feltrinelli il saggio "Dalla parte delle bambine". Il libro, dedicato al condizionamento precoce della donna, ha avuto uno straordinario e durevole successo .

 


LA POESIA DI FORUGH FARROKHZAD

 



LA POESIA   IRANIANA 

di Forugh Farrokhzad 

(trad. di Domenico Ingenito)

 

È uscito da poche settimane, a cura di Domenico Ingenito, il volume di versi Io parlo dai confini della notte (Bompiani) della poetessa e regista iraniana Forugh Farrokhzad (1934-1967). L’opera è la prima edizione critica al mondo, completa e senza censura, di una delle più grandi innovatrici della poesia iraniana. Proponiamo alcuni testi.


Testi ripresi da https://www.leparoleelecose.it/?p=48199


 

Angoscia (dalla raccolta Prigioniera, 1955)

 

Il Karun, fiume meridiano,

si snoda sulle spalle nude del paesaggio

come i riccioli scarmigliati di una ragazza.

Il sole cala, e i respiri torridi della notte

sfiorano il petto palpitante delle acque.

 

Lontana dal mio sguardo fisso, inebriata d’amore,

quella sponda meridionale casca

nell’abbraccio luminoso della luna.

La notte, con mille occhi radiosi e insanguinati

cala al capezzale degli amanti immacolati.

 

Il canneto riposa silenzioso

e dal suo fondo scuro

un uccello sconosciuto schiamazza senza sosta.

Si affretta il chiaro di luna per vedere

cosa accade all’uccellino preso nella morsa del terrore.

 

Per la brezza sensuale di mezzanotte

l’ombra delle palme nella sponda

trema sulle acque di quel delta.

Il verso sordo del brusio delle rane

si insinua nel silenzio misterioso della notte.

 

Nel rapimento scaturito dalla bellezza notturna

il sogno remoto della tua presenza si fa più vicino.

Laggiù l’odore tuo fluttua tra le acque,

i tuoi occhi brillano per poi rabbuiarsi.

 

Povero quel cuore

che con tutto l’ardore e la speranza

si spezzò per mano tua, prigione poi del mio amarti.

 

O ramo divelto dalla tempesta di questo amare,

te ne vai alla deriva del tuo delta,

te ne vai via da questa terra.

 

(Ahvaz, estate 1955)

 

 

Nuda nella fonte (dalla raccolta Il muro, 1956)

 

Mi denudai in un’aria dolce e serena

per bagnare la mia figura nell’acqua della fonte.

La notte silenziosa suggeriva al cuore sottovoce

di confidare alla fonte il dolore riposto in petto.

 

L’acqua era fresca e i flutti, brillando,

mi accarezzavano nel sussurro di passione.

Come mani morbide e cristalline

li sentivo trarre a sé il mio corpo, il mio spirito.

 

Da lontano una brezza mi scorreva addosso

versandomi sui capelli un grappolo di fiori.

L’alito di vento mi soffiava piano nelle narici

un odore di mentuccia, incantevole e pungente.

 

Socchiudendo gli occhi silenziosa e serena

strinsi il mio corpo all’erba morbida e umida.

Come una donna che riposa sul petto dell’amato

mi concessi tutta alle mani della fonte.

 

Le labbra dell’acqua mi tremavano sulle cosce

baciandomi con fervore, nella sete di un fremito febbrile.

E d’un tratto la mia figura e l’anima lasciva della fonte

scivolarono l’una dentro l’altra inebriate dall’orgasmo.

 

 

 

 

Dalla raccolta Una rinascita (1964):

 

Nel sorgere del sole

 

Guarda, il dolore nei miei occhi

scivola via goccia a goccia come l’acqua,

guarda come la mia ombra nera e ribelle

è dominata dal sole

guarda

si disfa la mia vita intera

una scintilla mi trascina al desiderio

e mi spinge all’estasi

mi trascina all’inganno

guarda

come tutto il mio cielo

è solcato da stelle cadenti.

 

**

Sei arrivato dai luoghi remotissimi, tu,

dalla terra di bagliori e profumi,

adesso mi distendi in una barca

fatta d’avorio, nuvole e cristalli:

portami via, mia speranza, carezza del cuore,

portami via, nella città dei versi e dei fervori.

 

Mi trascini lungo il sentiero costellato di astri,

mi hai distesa oltre la stella,

guardami,

io sono arsa dalla stella

da lato a lato, infiammata dalle stelle

come i pesci dal petto rosso che semplice hanno il cuore,

stringo a me le stelle negli stagni della notte.

 

Quanto lontana era prima d’ora la nostra terra,

adesso in questo azzurro, nelle dimore del cielo

mi sovviene di nuovo

la tua voce,

il fruscio delle ali innevate degli angeli

e guarda fino a dove sono arrivata

alla via lattea, oltre lo spazio e l’eterno.

 

Adesso che giungiamo sino al culmine

lava il mio corpo con il vino delle onde

avvolgimi nella seta del tuo bacio

desiderami nelle notti senza fine

e non lasciarmi,

non separarmi più da queste stelle.

 

**

 

Guarda, come la cera della notte sui nostri sospiri

goccia a goccia diventa seme,

la coppa nera dei miei occhi

nella tua nenia calda

da lato a lato trabocca col vino del sonno,

affàcciati sulla culla dei miei versi

e guarda,

tu ti stagli

nel sorgere del sole.

 

 

Per le acque verdi dell’estate

 

Più sola di una foglia

e gravata da felicità abbandonate

mi affido serenamente

alle acque verdi dell’estate

verso il terreno della morte

verso la riva di dolori autunnali

abbandonando me stessa a un’ombra,

l’ombra screditata dell’amore

sotto l’ombra di fortuna fugace

all’ombra di ogni evanescenza.

 

Quando a notte nel tristissimo spazio del cielo

gravita una brezza stordita

quando a notte una nebbia insanguinata

scivola per i vicoli azzurri delle vene

quando a notte siamo soli

con il brivido dello spirito, solo allora

dentro i nostri polsi freme questo

morboso senso d’essere.

 

“Mistero che ti celi nell’attesa delle valli”

incisero per le vette dei monti

su costoni spaventosi

coloro che cadendo a notte

colmavano il silenzio delle cime

con amarissimi scongiuri.

 

“La pace delle mani vuote

non si trova nei pugni stretti,

sublime silenzio delle rovine.”

Questo cantava una donna nelle acque

per le acque verdi dell’estate

– si diceva vivesse tra rovine.

 

Noi ci macchiamo l’un l’altro

con il fiato

macchiati noi da pietà di sorte

temiamo la voce del vento,

impallidiamo quando le ombre del dubbio

penetrano i giardini dei nostri baci,

e in tutte le feste nel castello di luce

tremiamo nel terrore di rovina.

 

**

 

Adesso sei qui

ti spandi come aroma di acacia

nei vicoli del mattino.

Pesante, sul mio petto,

bruciante, tra le mani,

arso, sconvolto, abbandonato ai miei capelli

adesso sei qui.

 

Qualcosa di oscuro, denso, immenso

qualcosa di turbato, come voce lontana del giorno,

ruota e si diffonde

per le mie pupille stravolte.

Forse mi attingono da fonti

forse mi colgono da rami

forse mi chiudono come porta

sugli istanti imminenti, forse

io non riesco più a vedere.

 

**

 

Noi crescemmo da vano terreno

piovemmo su vano terreno

vedemmo il Nulla sui sentieri:

avanzava sovrano sul dorso

del suo giallo cavallo alato.

 

Poveri noi, baciati da pace e fortuna

addolorati e silenziosi

nella gioia d’amare, poveri,

per amore che è ingiuria

 

Versetti terrestri

 

Allora poi

raggelatosi il sole

la grazia abbandonò i campi.

 

L’erba riarse nelle valli verdeggianti,

si seccarono i pesci nei mari

e il suolo cessò di accogliere

i morti.

 

In tutte le finestre impallidite

come immaginazione equivoca

la notte si addensava straripando

e le strade cedevano le curve

alle braccia del buio.

 

Nessuno pensò più all’amore,

nessuno pensò più al possesso,

poi, nessuno più

pensò a nulla.

 

Nelle caverne di solitudine

il vacuo venne al mondo

il sangue si appestava d’oppio

le donne incinte

partorivano neonati senza testa.

Le culle, vergognose,

si rifugiavano nelle tombe.

 

Un giorno amarissimo, nerissimo,

venne a mancare al pane,

la forza gloriosa della vocazione.

I profeti, affamati, sventurati,

sfuggirono alla presenza divina

e gli agnelli smarriti del Messia

persero il richiamo dei pastori

nello stupore degli altopiani.

 

Pareva che negli occhi

gli specchi riflettessero

le immagini distorte di gesti e colori

e in cima al cappello dei pagliacci

sui volti sfacciati delle puttane

come un cerchio che sfavilla

bruciasse un’aura di luce sacra.

 

Le paludi etiliche

con i loro vapori

acremente tossici

risucchiavano le masse inerti d’intellettuali,

subdoli i ratti

nei vecchi ripostigli

masticavano i fogli dorati dei manoscritti.

 

Il sole era morto

il sole era morto

e il senso del domani, vacuo,

svaniva dalla mente dei fanciulli.

 

Domani, una parola disusata e oscura

che segnavano

sui quaderni

con grosse macchie nere.

 

La gente

il consesso estinto della gente

afflitta, scarna e smarrita

sotto il peso funesto delle salme

vagava di nostalgia in nostalgia

e si gonfiava nelle proprie mani

il desiderio doloroso di delitti.

 

Una scintilla poi d’un tratto

povera cosa

consumava dall’interno

questa folla esanime e quieta

gli uomini si scannavano

recidendosi le gole

per poi andare a coricarsi

con piccole bambine

nelle alcove del sangue.

 

Sprofondavano nel proprio panico,

il senso spaventoso di un peccare

paralizzava i loro spiriti

orbi e ottusi.

 

Durante il rito dell’esecuzione

quando la forca spingeva

fuori dalle orbite

gli occhi straziati di un condannato,

loro, con nervi aridi e logori,

meditavano, compassati,

trafitti da un pensiero di lussuria.

 

Lungo i margini delle piazze poi

vedevi questi piccoli criminali

in piedi, fermi,

a fissare

lo scrosciare d’acqua dalle fonti.

 

**

 

Ma forse, dopotutto,

nelle profondità del gelo

oltre tutti quegli occhi schiacciati

restava qualcosa di confuso e vivo per metà

che nel suo sforzo spento desiderava credere

alla purezza del canto delle acque.

Eppure, come fare con quel vuoto senza fine?

 

Il sole si era estinto e nessuno sapeva

che quella triste colomba

fuggita da ogni cuore

recava il nome della fede.

 

**

 

Ascolta, o voce imprigionata,

potrà mai lo splendore

della tua disperazione

aprire un varco verso la luce

nel mezzo di questa notte infausta?

Ah, voce imprigionata,

o ultima voce delle voci.

 

Poesie postume:

 

Nulla resta se non il suono (dalla raccolta Crediamo pure all’inizio della stagione fredda)

 

Perché fermarmi, perché?

Gli uccelli sono andati alla ricerca di un lato azzurro

orizzonte verticale

orizzonte verticale, movimento che scaturisce

e nei margini del vedere

ruotano pianeti luminosi,

nella sua elevazione la terra si ripete

e i vuoti d’aria

si trasformano in connessioni sotterranee

e il giorno è un’immensità

che non entra nel ristretto immaginare dei tarli dei giornali.

 

Perché fermarmi?

Attraverso i capillari della vita

la qualità del terreno di coltura

per l’utero della luna ucciderà le cellule infette

e nello spazio chimico che segue l’alba

c’è solo il suono,

suono poi dissolto nelle molecole del tempo

perché fermarmi?

Cosa sarà mai l’acquitrino,

cosa sarà mai se non il luogo dove insetti infetti depongono le uova?

 

Le salme tumefatte

schedano i pensieri della cella frigorifera.

L’uomo infame nasconde nel buio

la sua vigliaccheria

e lo scarafaggio, ah,

se lo scarafaggio comincia a parlare

perché fermarmi?

Non ha valore l’aiuto dei caratteri mobili,

l’ausilio dei caratteri di piombo

non ci salverà dal pensiero meschino,

mi ammalo nel respiro dell’aria viziata,

un uccello morto mi consigliò di ricordarmi del volo.

 

Il fine ultimo di tutte le forze è quello di unirsi,

unirsi al principio luminoso del sole

e sfociare nell’intelletto della luce.

È naturale

che marciscano i mulini a vento.

Perché fermarmi?

Io spingo sotto il seno

le spighe verdi del grano

per allattarle,

è il suono, il suono, il suono

il suono del desiderio limpido che l’acqua ha di scorrere

il suono del riversarsi luminoso della stella

sulle pareti femminee del suolo

il suono del seme che si rapprende in senso

il dilatarsi della mente condivisa dell’amore

il suono, il suono, il suono solo il suono resta.

 

Nella terra della gente bassa

i criteri della misura

viaggiano sempre sul meridiano zero,

perché fermarmi?

Io mi conformo ai quattro elementi

e la stesura delle norme del mio cuore

non pertiene al governo locale dei ciechi.

 

Cosa farmene del lungo gemito selvatico

dell’organo sessuale degli animali?

Cosa farmene del movimento infimo di un verme nelle cavità della carne?

Un legame di sangue con i fiori mi obbliga a vivere,

sapete voi del legame di sangue con i fiori?

 

[Novembre / dicembre 1966]

 

Erezione suicida (testo scritto a quattro mani con Yadollah Roya’i poche settimane prima della morte di Farrokhzad)

 

Erezione suicida

vena trasversale, vena occlusa

pressione di massa intorpidita

incarnazione del respiro, convulsione della seta

scollarsi dalla cornice, sversamento del sospiro

liberazione che discende.

Un saluto

saluti dall’elevazione

e invitami

al livello dell’umidità

invitami alle contorsioni

alla febbre della carne

invitami al buio della falena nera

alla voluttà del fiore carnivoro

alla costola, al periodo, invitami

al termine del canale d’acqua,

invitami

al fossato del tuo essere femmina

dentro al nucleo triangolare

invitami

al dischiudersi e contrarsi

in questo spazio uncinato, spietato

vuoto di mormorio

pieno di crolli

 

invitami

all’eiaculare

il folle eiaculare

 

la discesa della forza muscolare

passaggio nello zolfo

respirare nell’androne

soffocare

circuirsi

 

sobbalzare nella letargia

sobbalzare nel sonno

oblio delle palpebre

generalità di palude…

 

Aaah…

è il suono del fumo?

È una luna solitaria.

 

[Inverno 1967]