LA DISTANZA TRA POTERE E PAESE
Appare oggi sempre più evidente che le classi
dirigenti, specialmente in Italia, non hanno saputo governare i cambiamenti
epocali avvenuti. E la maggior parte degli intellettuali italiani, con il loro
conformismo e opportunismo, hanno fatto parte di questa classe dirigente e sono
stati organici al sistema di potere esistente. Aveva ragione Pasolini di
scrivere nel 1975:
“Quando si saprà […] tutta intera la verità del potere di questi anni, sarà chiara anche la follia dei commentatori politici italiani e delle élites colte italiane. E quindi la loro omertà. [...] Mai la distanza tra il potere e il Paese è stata più grande”.
(Lettere
luterane, Einaudi 1976, p. 108, cit. da F. VIRGA in Eredità
dissipate, Diogene Editore, Bologna 2023, p. 84)

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