10 gennaio 2014

GUERRA INTERNA AL VATICANO






Uno strano articolo pubblicato oggi sul principale quotidiano italiano mi fa pensare che c'è una guerra in corso dentro il Vaticano:


Fiorenza Sarzanini

Il fiscalista dei Camilliani lavorava per i servizi segreti

Paolo Oliverio era un collaboratore dei servizi segreti. Il fiscalista arrestato per gli affari illeciti compiuti con l’ordine religioso dei Camilliani, ha collaborato per due anni con l’Aisi, l’agenzia per la sicurezza interna, all’epoca diretta dal generale Giorgio Piccirillo. È stato ingaggiato nel settembre 2009 per svolgere attività «coperta» senza retribuzione. Ed è stato aggregato alla sezione di intelligence economica. Ha dunque risvolti clamorosi e inquietanti la scoperta del suo archivio informatico che contiene dossier su politici, manager, 007, militari della Guardia di Finanza, personaggi dello spettacolo. Perché adesso bisognerà scoprire chi lo ha assoldato e soprattutto quale fosse la contropartita visto che non risulta aver ricevuto compensi in denaro. Alle verifiche della magistratura, si aggiungono quelle del Copasir, il Comitato parlamentare di controllo, che ha avviato un’indagine e ha già sollecitato chiarimenti ai vertici della struttura.

Gli evasori di San Marino

Il contatto tra il professionista (l’Ordine nazionale dei commercialisti smentisce che sia iscritto all’albo) e gli 007 avviene attraverso un funzionario di vertice nell’estate del 2009. Per accreditarsi e mostrare la propria affidabilità Oliverio consegna all’Aisi l’elenco degli italiani che hanno trasferito soldi a San Marino. L’informazione si rivela preziosa per l’intelligence , dunque si decide di portare avanti il rapporto. Ma qui sorgono i primi interrogativi. Perché Oliverio accetta di non guadagnare nulla? Che cosa riceve in cambio? È possibile che per questa collaborazione possa aver ottenuto una sorta di impunità, visto che al momento di essere «arruolato» aveva infatti alcune pendenze giudiziarie. Oppure — ed è questa l’altra ipotesi che dovrà essere esplorata — che anche lui abbia ottenuto informazioni riservate da utilizzare per i propri affari e interessi personali.

Quanto emerso finora nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Giuseppe Cascini e delegata agli investigatori della Guardia di Finanza guidati dal colonnello Cosimo De Gesù, accredita la possibilità che Oliverio abbia ricattato numerose persone. Non si può escludere che lo abbia fatto utilizzando anche notizie ricevute dagli 007. Del resto lui stesso si era accreditato come un agente segreto con numerosi interlocutori.

Renato Salvatore
























I rapporti con i prelati

È il superiore generale dei Camilliani Renato Salvatore — ancora in carcere per il finto sequestro dei suoi «oppositori» interni all’ordine religioso — a raccontarlo in una nota firmata dai suoi legali Massimiliano Di Parla e Annarita Colaiuda con la quale assicura di non aver avuto «alcuna consapevolezza dell’intreccio di relazioni con personaggi della politica, della criminalità, della finanza e dello spettacolo intessute da Oliverio».

Aggiungono gli avvocati: «Oliverio era conosciuto in ambito ecclesiale, tanto da essere presentato all’Ordine dei Camilliani proprio nel corso di una cerimonia di intitolazione cardinalizia di una Basilica minore del centro storico di Roma. Venne accreditato non solo come titolare di un importante studio tributario di Roma, ma anche come alto ufficiale della Guardia di Finanza sotto copertura per il suo ruolo nell’ambito dei Servizi Segreti. Ruolo che lo stesso Oliviero si è preoccupato di avvalorare nel tempo presso l’Ordine dei Religiosi Camilliani, attraverso dichiarazioni, comportamenti e abitudini».

I viaggi  della Began

Numerosi dossier trovati nell’archivio segreto custodito in una pen drive e nel computer sequestrati a Oliverio al momento della cattura sarebbero stati preparati proprio per essere consegnati agli 007. Nell’elenco c’è anche la pratica relativa a Sabina Began, l’«Ape Regina» di Silvio Berlusconi. Nell’informativa allegata agli atti si parla del «file 000488 denominato “visto Sabina Beganovic”, documento che riporta un apparente visto turistico rilasciato alla stessa Beganovic».

Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di appunti relativi a un’attività che sarebbe stata commissionata al fiscalista dai suoi referenti all’interno dell’Aisi. Chi decise di mettere sotto controllo la «preferita» del presidente del Consiglio? Il Copasir ha chiesto di sapere chi abbia proposto Oliverio al vertice dell’intelligence e chi fossero i suoi referenti, la natura degli incarichi a lui affidati e soprattutto la portata delle informazioni date e ricevute. Domande che nei prossimi giorni potrebbero porgli anche gli inquirenti.

Il Corriere della sera . 10 gennaio 2014

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