08 febbraio 2024

LE SOSTE DI LUCREZIA LOMBARDO

 

ph. di Lucrezia Lombardo


 Soste 

 

Sull’antica valle,

laddove bianco soleggia

l’altare di Venere

e chiari i ricordi, tra siepi e fili d’erba,

tra scalcinati muri e corse

e polvere sugli occhi nostri accesi e

assetati di futuro,

sedevano in cerchio i ragazzini,

mentre d’intorno danzavano

giovani

dalle larghe gonne di lino.

Noi spiavamo in disparte

i loro passi, con i dispetti tra i denti.

Era dorata persino la sera

che calava sulle cose

con un profumo antico e familiare

di gelsomino

e tutto si tingeva d’incanto-

i nostri acerbi cuori

già colmi di miraggi

e dell’attaccamento irreale

che serbano nel segreto

gli uomini

che la vita ha segnato.

 

In quegli attimi

in cui un sentire ci travolgeva,

come mistico effluvio di viole

che annuncia la stagione nuova,

c’apparivano gli eventi

tinti d’un calore

carico di conforto.

Guardavamo ai giorni con sorpresa,

affidandoci interamente

alla serenità che il cielo e le vaste campagne

intarsiavano sui vigili occhi.

Custodivamo tra le mani papaveri

con gli assetati istinti di volontà

che in noi ardevano.

 

E correvamo per i campi sconfinati,

scavalcando fossi,

rotolando come bacche

che si staccano dai rami

quando le travolge

il tempo della maturità.

Noi altri bambini

dormivamo in due in un piccolo letto

e una sera brindammo col vino

rubato dalla cucina.

Era la vita, allora, d’un altra forza,

tutto aveva un cuore

e ardeva l’ingenua spensieratezza.

 

Seguivamo i tragitti

dettati dalle nubi

quando ci ritrovammo cresciuti,

incapaci di riconoscere

quel legame istintivo

che c’univa al mondo.

Seguivamo i tragitti

dettati dalle nubi

prima di svegliarci

e mirare dall’esterno le cose che vanno

e l’incolmabile vuoto dei petali

abbandonati a terra.

A occhi spenti

ci saremmo avvicinati

all’originaria gioia

che nasceva dinanzi allo stupefacente

odore del lillà,

ai suoi caldi giorni che annunciavano

la fine dei cupi volti

e il trionfo della luce.

 

LUCREZIA LOMBARDO,  da La venditrice di menta, Progetto Cultura Ed.


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