04 ottobre 2017

GAETANO FORESTA NEL RICORDO DELLA FIGLIA OLIVELLA

Marineo (PA)

Gaetano Foresta 

Olivella Foresta accanto alla zia, sorella di Gaetano.

 

          Sabato scorso Marineo ha ricordato uno dei suoi migliori figli, Gaetano Foresta (1917 - 1989) nella ricorrenza del centenario della sua nascita. 

         A ricordare la figura dello studioso e del critico letterario sono state le prof.sse Ida Rampolla del Tindaro e Maria Caterina Ruta che hanno passato in rassegna le principali pubblicazioni dello studioso nato e cresciuto a Marineo. In particolare è stato sottolineato il contributo dato dal Foresta alla migliore conoscenza dell'opera di Miguel de Unamuno, nota figura eclettica di poeta, scrittore, filosofo, drammaturgo, politico, esponente della scuola modernista.  Foresta vi dedicò più monografie e, soprattutto, focalizzò la sua attenzione sui rapporti tra Unamuno e l’universo letterario italiano. Particolare apprezzamento riscosse il suo accurato esame del carteggio epistolare tra il rettore di  Salamanca e Benedetto Croce. Dal carteggio, protrattosi per un decennio dal 1911 al 1921 e pubblicato al centenario della nascita del filosofo abbruzzese (1966), emerge come nel pensiero dei due uomini di cultura vi fossero diversi punti di convergenza: il considerare l’Umanesimo e il Rinascimento  le epoche d’oro sia per l’Italia che per la Spagna, il ritenere che il periodo di decadenza coincise in tutti e due i Paesi senza che vi fosse alcuna influenza spagnola sul declino italiano.
D’altra parte, Foresta ebbe una visione comparatistica della letteratura. Molti furono i suoi studi di letteratura comparata e abbracciarono non solo l’Italia e la Spagna, ma anche il Sudamerica. Gli interessi di Foresta si focalizzarono, infatti, oltre che sui letterati iberici, sui viaggiatori ispano-americani in Italia e sull’influenza degli autori italiani in Perù, dove lo studioso di Marineo visse per un certo periodo dirigendo l’Istituto Italiano di Cultura di Lima.
        Ma il pubblico che ha seguito il Convegno è rimasto colpito, soprattutto, dal ricordo vivo che dello studioso hanno mostrato di avere la figlia Olivella Foresta e la sorella novantenne. Delle parole toccanti dell figlia Olivella, documentarista RAI, ci piace ricordare queste:



"Per me è stato un papà impegnativo e all’inizio mi sembrava che avessimo trascorso troppo poco tempo assieme! Sono nata in un momento della sua vita in cui era molto preso dal lavoro e dalla sua carriera, e comunque, in quegli anni, i padri erano meno presenti nella quotidianità dei figli . Poi i ricordi sono cominciati ad affiorare alla mente, e sono diventati tanti. Quando papà  c’era era decisamente un papà molto affettuoso. E’ stato un papà esigente dal punto di vista dello studio:  già quando avevo poco più di 4 anni mi metteva seduta vicino a lui e con pazienza mi insegnava a riconoscere le lettere dell’alfabeto ed è così che ho cominciato a leggere molto presto. Mi ricordo ancora il libro verde che usava cone lettere, numeri e figure!Devo dire che se è stato esigente con me, lo è sempre stato anche con se stesso, dandomi l’esempio. Passava molto tempo nel suo studio a scrivere e a leggere e io lo sentivo solo quando spostava la seggiola per alzarsi. Il suo studio, che ancora c’è, mi è sempre sembrato molto importante: un’ampia scrivania, un armadio grande dove teneva i volumi più preziosi, una seggiola che a me sembrava quella di una re! Erano mobili in stile spagnolo, un po’ scuri che incutevano rispetto.
Mi ha trasmesso il senso del dovere e mi ha fatto capire, probabilmente l’ho capito molto tempo dopo, l’importanza della cultura. A volte mi sentivo intimorita dalla sua immensa cultura ( per me sapeva tutto!) e mi sembrava che non sarei mai riuscita ad arrivare al suo livello. Ed infatti! Comunque, mi è sempre piaciuto studiare, andare a scuola e sentivo molto forte il desiderio di non deluderlo! Non potrò mai dimenticare che una volta, negli anni del Liceo, ho provato a citare Marx e lui, calmo, mi ha detto ‘ma hai letto il Capitale’? sai di cosa stai parlando?  ...no, non l’avevo letto! Una lezione di vita: non si deve parlare senza sapere di cosa si stia veramente parlando!" (Olivella Foresta)

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