28 agosto 2018

LA VERITA' DI SESTOV E SPINOZA





Se volete trovare la verità, diceva Spinoza, dimenticate ogni cosa e, anzitutto, dimenticate la rivelazione biblica, ricordatevi soltanto della matematica.
Bellezza, deformità, bene, male, buono, cattivo, gioia, tristezza, paura, speranza, ordine, disordine, tutto questo è «umano» e transitorio, e non ha alcun rapporto con la verità. Voi credete che a Dio premano i bisogni degli uomini, che Egli abbia creato il mondo per l’uomo e persegua finalità elevate? Ma là dove sono finalità, disagio, gioia a tristezza, non vi è Dio. Per capire Dio bisogna cercare di liberarsi da ogni preoccupazione, gioia, paura, speranza e da ogni finalità, grande o piccola.
Il vero nome di Dio è necessità.

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Abituata dalla matematica a giudizi chiari e distinti, la ragione vede che l’uomo è soltanto uno degli innumerevoli anelli della catena della natura, e che non si distingue in nulla dagli altri anelli; vede che il tutto, l’intera natura, o Dio, o la sostanza (come furono contenti tutti, quando Spinoza chiamò Dio «sostanza», parola «liberatoria» se mai ce n’è stata una!) è ciò che si trova al di sopra dell’uomo ed esiste di per sé, e neanche di per sé, perché ogni «per» umanizza il mondo: si dovrebbe dire che semplicemente esiste. Questo tutto è Dio, la ragione e la volontà del quale hanno tanto poco a che vedere con la ragione e la volontà dell’uomo quanto il cane, segno celeste, e il cane, animale latrante; il che equivale a dire che Dio non può avere né ragione né volontà. E questo è ciò che l’uomo deve capire prima di ogni altra cosa.

Lev Sestov/Sulla bilancia di Giobbe

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