20 dicembre 2023

P. ELUARD, La curva dei tuoi occhi

 

ph Anna Karina legge La courbe de tes yeux,


La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

Ruota un moto di danza e di dolcezza,

Nimbo del tempo, arca notturna e fida,

E se non so piú tutto quello che vissi

È che non sempre i tuoi occhi m’hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada

Canne del vento, risa profumate,

Ali che il mondo coprono di luce,

Navi che il cielo recano ed il mare,

Caccia dei suoni e fonti dei colori,

Profumi schiusi da cova di aurore

Sempre posata su paglia degli astri,

Come il giorno vive d’innocenza

Il mondo vive dei tuoi occhi puri

E va tutto il mio sangue in quegli sguardi.

Paul Éluard, La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

 da “Capitale de la douleur”, 1926, in “Paul Éluard, Poesie”, traduzione di Franco Fortini

 

Sulle labbra degli uomini, la parola non è mai venuta meno; le parole, i canti, le grida si succedono senza fine, s’incrociano, si urtano, si confondono.

L’impulso della funzione del linguaggio è stato condotto fino all’esagerazione, fino all’esuberanza, fino all’innocenza. Le parole dicono il mondo e le parole dicono l’uomo, quel che l’uomo vede e sente, quel che esiste, quel che è esistito, l’antichità del tempo, il passato e il futuro dell’antichità e dell’attimo, la volontà, l’involontario, il timore e il desiderio di quel che non esiste, di quel che sta per esistere.

Le parole distruggono, le parole predicono, connesse o sconnesse; inutile negarle. Partecipano tutte all’elaborazione della verità.

Gli oggetti, i fatti, le idee che descrivono possono venir meno per mancanza di vigore, ma si può esser certi che saranno subito sostituite da altre che avranno suscitato accidentalmente e che compiranno intera la propria evoluzione.

Abbiamo bisogno di poche parole per esprimere l’essenziale, abbiamo bisogno di tutte le parole per renderlo reale. Contraddizioni e difficoltà contribuiscono al cammino del nostro universo. Gli uomini hanno divorato un dizionario e ciò che nominano esiste.

Paul Éluard, da La poesia è contagiosa, in Poesie,

trad. it. di Franco Fortini

 

Citerò per primi gli elementi

La tua voce i tuoi occhi le tue mani le tue labbra

Io esisto ma esisterei

Se non ci fossi anche tu?

In questo bagno che è davanti

Al mare all'acqua dolce

In questo bagno che la fiamma

Ha costruito nei nostri occhi

Questo bagno di lacrime felici

Dove sono entrato

Per virtù delle tue mani

Per grazia delle tue labbra

Questo primo stato umano

Come una distesa d'erba nascente

I nostri silenzi le nostre parole

La luce che va

La luce che torna

L'alba e la sera sono il nostro sorriso

E nell'intimo nostro

Tutto fiorisce e matura

Sul giaciglio della tua vita

Dove poso le mie vecchie ossa

Dove finisco. 

Paul Éluard, da Le dur désir de durer, 1946 – Traduzione di Vincenzo Accame

 

ph Anna Karina legge La courbe de tes yeux, da "Capitale de la douleur" di Paul Éluard, in "Alphaville" di Godard (1965)

https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=zx8ohP7qro4..

 


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