08 luglio 2013

PAPA FRANCESCO E GRAMSCI CONTRO L'INDIFFERENZA 1 e 2





Ho appena finito di ascoltare le parole del Papa, in visita ai fratelli  di Lampedusa, contro i trafficanti di uomini e la "globalizzazione dell'indifferenza".
Antonio Gramsci  l'avrebbe sicuramente applaudito!
Come non ricordare le sue antiche, e sempre valide parole:


“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci, su LA CITTA' FUTURA, 11 febbraio 1917


E' doveroso, a questo punto, citare anche le parole di Papa Francesco:
 
"Oggi nessuno si sente responsabile" dei migranti che muoiono in mare. "Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna, siamo caduti nell'atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro. E con questo ci sentiamo a posto". Ecco uno dei passaggi dell'omelia di Papa Francesco a Lampedusa.
"La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza" e "all'anestesia del cuore". "Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!".
Secondo Francesco, "siamo diventati una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza! [...] Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo. «Chi ha pianto?»".

(Leggi il testo integrale)

P. S.: Un cretino ha osservato che non ha senso paragonare l'articolo del giovane Gramsci al discorso del Papa di stamattina.
In genere è preferibile ignorare del tutto i cretini - e purtroppo anche chi, come me, sostiene il principio della pari dignità degli uomini, deve riconoscere che il mondo ne è pieno! - ma oggi voglio fare un eccezione per ricordare, anche a chi non lo merita, che il Gramsci maturo, nei suoi Quaderni del carcere, osserva che il cristianesimo è “ la più gigantesca utopia(…) apparsa nella storia, poiché è il tentativo più grandioso di conciliare in forma mitologica e si tenga presente che la figura del MITO nel pensiero gramsciano non ha sempre connotazione negativa – le contraddizioni reali della vita storica.” Infatti, affermare come fa la religione cristiana “che l’uomo ha la stessa natura in quanto creato da Dio, figlio di Dio, perciò fratello degli altri uomini, libero fra gli altri e come gli altri uomini”, pur ammettendo che “tutto ciò non è di questo mondo e per questo mondo, ma di un altro, utopico ”, ha contribuito in modo decisivo a diffondere nel mondo le idee di uguaglianza, fratellanza e libertà. Queste ultime infatti “fermentano tra gli uomini , in quegli strati di uomini che non si vedono né uguali, né fratelli di altri uomini, né liberi nei loro confronti. Così è avvenuto che in ogni sommovimento radicale delle moltitudini, in un modo o nell’altro, sotto forme e ideologie determinate, sono state poste queste rivendicazioni”


5 commenti:

  1. Perché la chiesa (che accumula montagne si denari) non istituisce un fondo per favorire l'integrazione degli immigrati? E' facile provocare grandi emozioni con le belle parole, ma questa si chiama demagogia!
    Sandra Rizza

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  2. A Lampedusa mare e cielo in un unico strabiliante colore! Grazie Papa Francesco nella terra degli ultimi!

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  3. "Il discorso di Papa Francesco a Lampedusa è asciutto, privo di retorica ed essenziale. Le domande sono essenziali: “Adamo dove sei?”. L'odore del sangue dei nostri fratelli non riesce ad arrivare fino a noi. Noi dove siamo? Ritorna la domanda primordiale: “Caino, cosa hai fatto a tuo fratello?”. Domanda che rivela il nodo della storia: l'oppressione dell'uomo da parte di un altro uomo per un'ottusa smania di possesso e di potere. Una storia senza pietà. Il Papa che parla di questo, svelando la nudità di Adamo, con il suo italiano stentato, che è la lingua dello “straniero”, è oggettivamente un atto di ribellione contro l'ipocrisia globale. Sono rimasto colpito."

    Fabrizio

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  4. Il discorso di Papa Francesco a Lampedusa è asciutto, privo di retorica ed essenziale. Le domande sono essenziali: “Adamo dove sei?”. L'odore del sangue dei nostri fratelli non riesce ad arrivare fino a noi. Noi dove siamo? Ritorna la domanda primordiale: “Caino, cosa hai fatto a tuo fratello?”. Domanda che rivela il nodo della storia: l'oppressione dell'uomo da parte di un altro uomo per un'ottusa smania di possesso e di potere. Una storia senza pietà. Il Papa che parla di questo, svelando la nudità di Adamo, con il suo italiano stentato, che è la lingua dello “straniero”, è oggettivamente un atto di ribellione contro l'ipocrisia globale. Sono rimasto colpito.
    Fabrizio

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  5. Franco, rileggere le parole di Gramsci che tu hai felicemente accostato a quelle del Papa, mi ha fatto un enorme piacere. Ho apprezzato anche il tuo post scriptum che mette in evidenza l'impareggiabile apertura mentale di Gramsci in opposizione all'assortita idiozia incombente. Ti condivido, of course.
    Fab.

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