14 maggio 2023

INQUISIZIONI VECCHIE E NUOVE

 


Leonardo Sciascia aveva visto giusto. Nel 1979, sul giornale comunista L'ORA,  venne pubblicato questo suo pensiero:

  «L’eresia è di per sé una grande cosa, e colui che difende la propria eresia è sempre un uomo che tiene alta la dignità dell’uomo. Bisogna essere eretici, rischiare di essere eretici, se no è finita. Voi avete visto che non è stata soltanto la Chiesa cattolica ad avere paura delle eresie. È stato anche il Partito Comunista dell’Urss ad avere paura dell’eresia, e c’è sempre nel potere che si costituisce in fanatismo questa paura dell’eresia. Allora ogni uomo, ognuno di noi, per essere libero, per essere fedele alla propria dignità, deve essere sempre un eretico».

(L'ORA , 9 maggio 1979, cit. da F. Virga, Eredità dissipate. Gramsci Pasolini Sciascia, Diogene Multimedia, Bologna 2022, p. 285).

     Stamattina  Bernardo Puleio, con cui da buon amico non sono sempre d'accordo, ha scritto sul suo diario facebook un bel pezzo che condivido pienamente e che riproduco di seguito. (fv) 


Inquisizioni vecchie e nuove
Bernardo Puleio

Al concerto del primo maggio il fisico Rovelli ha espresso idee a favore della Pace in Ucraina e ha denunciato un conflitto di interessi del ministro della difesa sulle armi date a Kiev.
Ieri il Sig. Levi, un commissario governativo che peraltro ha militato con Prodi ed è stato sette anni deputato nel Partito Democratico, ha scritto una lettera censoria e inquisitoria al fisico Rovelli dichiarando che gli veniva revocato un incarico, perché avrebbe messo in difficoltà il governo italiano come rappresentante dell'Italia alla kermesse letteraria di Francoforte. Attenzione si parla di un importante salone del libro, quello tedesco, uno dei più importanti in Europa. Non si tratta di un impegno ufficiale dell'esecutivo italiano.
L'inquisitore ha fatto marcia indietro quando, non solo da più parti si sono alzati gli scudi contro l' iniqua decisione, ma, soprattutto, si sono mosse le grandi case editrici in difesa dell'inquisito.
Ora, a prescindere dalle diverse valutazioni che si possono fare dell'intervento di Rovelli al concerto del Primo Maggio, va precisato che il fisico non sarebbe andato a Francoforte a una manifestazione in rappresentanza del Governo ma ad una festa della letteratura in rappresentanza di se stesso, dei libri che ha scritto e pubblicato. In realtà, come tutte le inquisizioni illiberali, quella messa in scena ieri è una tragedia con un epilogo farsesco.
D' altra parte, nel bel paese lo sport più praticato, come insegnava Ennio Flaiano, non è il calcio ma salire su carro del vincitore. E il signor Levi ha doppiamente seguito questo sport nazionale: prima nell'inquisire il fisico ribelle per fare un piacere per così dire al Governo - un piacere magari non richiesto ma che denota un atteggiamento servile - e poi nel genuflettersi di fronte alle case editrici che lo hanno bacchettato e che detengono un notevole potere economico. E il vincitore ieri è stato il peso della editoria che il commissario governativo dovrebbe rappresentare. Il potere contrattuale delle case editrici ha smentito il signor Levi che nel giro di poche ore ha scritto e contrascritto.
E qua tesso un elogio dell'inquisitore: avendo capito dove soffia il vento come una bandiera è andato prima in una direzione e poi in quella opposta. A differenza di quell' inquisitore siciliano che mise sotto accusa la professoressa Dell'aria per un video in cui i suoi studenti paragonavano le misure di prescrizione contro gli immigrati del Ministro degli Interni Salvini alle leggi razziali del 1938. Ne scaturì una lunga vicenda giudiziaria Al termine della quale l'inquisitore, che si era incaponito nella sua inquisizione benché il vento fosse cambiato proprio dalla parte che intendeva tutelare, non solo perse la battaglia ma fu irrimediabilmente danneggiato nella sua carriera.
Questo episodio aiuta a capire non solo i tanti Levi del nostro tempo ma anche gran parte del comportamento dell'attuale Governo che interviene sparandole grosse in tanti campi cercando di vedere che effetto fa e se in tanti si muovono e alzano la voce. A questo punto i buffoni di corte fanno precipitosamente retromarcia dicendo che sono gli altri che hanno frainteso e non capito E invece credo che abbiamo capito tutti molto ma molto bene purtroppo.

P. S. Intanto come era chiaro Sanremo è stata inquisita e Fortes è stato sostituito. Prossimamente la censura si abbatterà sul concerto del Primo Maggio. E il problema non è che la rai è sempre stata lottizzata: c'è sempre stata almeno una rete data all'opposizione. Ora Il governo prende tutto. Questo è l'atteggiamento nuovo che non definirò fascista e totalitario per non offendere la sensibilità di qualcuno.

Bernardo Puleio

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