Lo scorso novembre alla Biblioteca delle Oblate di Firenze, l' Istituto Gramsci Toscano ha organizzato la presentazione di due libri che segnano una svolta nella sterminata letteratura critica gramsciana. Quel giorno io ignoravo il libro di Bondi, pubblicato un mese dopo il mio. Un libro bellissimo e documentatissimo di 492 pagine che ho finito di leggere proprio oggi, mentre correggo le prime bozze della seconda edizione di EREDITÀ DISSIPATE.
Nelle pagine finali del libro
di Aldo Bondi, Dietrich Bonhoeffer e Antonio Gramsci COMPAGNI DI
UMANITA’, Edizioni Helicon, Fano (PU), luglio 2022, scritte con una
attenzione e delicatezza sempre più rare nei nostri giorni, si trova la
risposta a tutte le grossolane falsità ed insinuazioni circolate in
quest’ultimo decennio sul periodo di “libertà condizionata” concessa ad Antonio
Gramsci dal regime fascista per gravi motivi di salute.
In questi diciotto mesi,
che sono poi gli ultimi mesi di vita di Gramsci, il grande sardo fu tutt’altro
che libero! Bondi documenta come in questo periodo, malgrado l’aggravamento
dello stato di salute del carcerato, il controllo poliziesco, dentro e fuori la
clinica, divenne più stringente perché i fascisti misero in giro la voce che i
comunisti avessero intenzione di “rapirlo” con un’azione armata.
Ma le pagine più belle
Bondi le dedica al disperato tentativo di Gramsci di riallacciare i rapporti
con la compagna Giulia rimasta in Russia. Tramontata, per ragioni sanitarie e
politiche, l’ipotesi di un trasferimento di Gramsci a Mosca - su cui aveva
lavorato l’ambasciatore sovietico Potemkin di Roma che incontrerà direttamente
Mussolini (Cfr. Bondi, op. cit., pp.
432-433) -, la cognata Tatiana cerca di convincere Giulia a raggiungere Antonio
in Italia. Bellissima la lettera del 25 gennaio 1936 inviata da Tatiana alla
sorella e ripresa da Bondi a pag. 434.
Il resto lo potrete
leggere nella seconda edizione del mio libro che sarà in tutte le librerie dopo
il 15 giugno. (fv)
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