01 maggio 2022

L' AURA SECONDO WALTER BENJAMIN

 


A. Ercolani su W. Benjamin:


<Ma è davvero necessario ripristinare l’aura? Anche in questo caso è fondamentale seguire le indicazioni di Benjamin, non per fedeltà ideologica al suo dettato, ma perché proficue per l’epoca presente. Il potenziale rivoluzionario che la riproducibilità tecnica ha portato alla luce ha a che fare proprio con la distruzione della dimensione auratica dell’opera, del suo tratto rituale, legato cioè al contesto sacro e religioso. La messa in crisi del concetto stesso di ‘originale’ e ‘originalità’ ha reso possibile la riemersione del tratto ludico dell’esperienza estetica in senso ampio. Tratto – come sottolineato anche da Giorgio Agamben – fortemente profanatorio, capace di restituire alla sfera umana dell’uso ciò che prima era separato e inaccessibile nella propria lontananza cultuale. È il capitalismo maturo, per Benjamin, ad aver ripristinato l’aura nella forma della merce, della nouveauté a tutti costi, dietro cui si nasconde il volto del “sempre uguale”. Allora se proprio si vuole pensare a un eventuale “ripristino dell’aura”, forse l’unico possibile è quello a cui Benjamin allude in un appunto dove ne dà una nuova definizione: aura è anche capacità di levare lo sguardo.>



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