16 aprile 2024

COSA FANNO GLI INTELLETTUALI OGGI? 1 e 2

 


Sulle pagine del mio diario Facebook stamattina si è sviluppato un interessante dibattito sulla figura degli intellettuali. 
Di seguito lo riprendo:
 

Domani pomeriggio al Gramsci di Palermo

 si presenta un libro che cerca  di mettere a fuoco una figura sociale in crisi: l'intellettuale. (fv)

 

Federico Pier Maria Sanguineti

È una "figura" che è sempre stata in crisi o, per meglio dire, è una figura che ha sempre fatto brutte figure: furono solo 12, exempli gratia, i professori universitari che non giurarono fedeltà al fascismo.

 💖

Francesco Virga

Federico ha perfettamente ragione. E Gramsci aveva ragione da vendere nel disprezzare gli "intellettuali puri"

 

Francesco Virga

Ma cosa fanno gli intellettuali oggi? A me pare che si limitano, per lo piú, a scrivere e presentare libri. Voi che ne pensate?

 

Daniell de Condat

Francesco 🤣😉🙃 https://fabricegueho.over-blog.com/2024/01/le-mepris-des-cultureux-pour-le-peuple.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR2s1fnD_2ggs0u1gU_pVmCH_aZQOVYwHrElehrv2SQDVMZX16b08WaZddk_aem_AXMlKhRlDA7o5VCBVVjXb0fEJZm6T8tiIXZt8l4sIkhjpyqS0Llg2-ZRDsS_3iv_eNq21mMD2MrO8zM5QPghbaaL

 

 

Le mépris des cultureux pour le peuple - Fabrice Guého

FABRICEGUEHO.OVER-BLOG.COM

Le mépris des cultureux pour le peuple - Fabrice Guého

 

Annamaria Cenerini

Francesco Virga quei pochi rimasti vengono rinviati a giudizio 😢

 Luisella Basso Ricci

Francesco Virga sono inesistenti.. pensano solo a vendere...dopo Pasolini, il vuoto assoluto..

Federico Pier Maria Sanguineti

È una "figura" che è sempre stata in crisi o, per meglio dire, è una figura che ha sempre fatto brutte figure: furono solo 12, exempli gratia, i professori universitari che non giurarono fedeltà al fascismo.

 

Francesco Virga

Federico ha perfettamente ragione. E Gramsci aveva ragione da vendere nel disprezzare gli "intellettuali puri”

 

Gianfranco Perriera

Sostanzialmente scrivere libri, pubblicarli, organizzare riviste e cenacoli, nei sogni estesi, nel reale sempre ristretti è proprio il loro compito, la cui finalità è sentire il rovello del pensiero e allargarne gli orizzonti. Si occupano del rapporto mondo e parola. Che è ciò che lo rende umano (cosa sono libertà, democrazia, uguaglianza, riconoscimento se non parole/idee che danno vita poi e necessitano atti ed istituzioni corrispondenti?) E nell'indagarlo denunciano le eventuali discrasie. Ci fanno sentire le mancanze e le ingiustizie. Del resto basta pensare ai filosofi greci, ai dotti rinascimentali, ai philosophes illuministi, all'idealismo tedesco: hanno interpretato e modificato il nostro modo di pensare il e dunque agire nel mondo. La loro vanità (nel doppio senso del termine) deve sempre combinarsi, però, con un'enorme umiltà: miliardi di esseri umani vivono, hanno vissuto e vivranno, forse anche felicissimi, senza aver letto un rigo dell'Etica Nicomachea, per citare un libro a caso. E - non so se pienamente possa rientrare nella definizione di intellettuale (per me sì) - persino Marx ha dedicato, in fondo, gran parte del suo tempo a scrivere libri e spesso "sovvenzionato" da Engels. Bisogna preoccuparsi quando il mondo trascura, oblia, getta discredito sugli intellettuali con una scrollatina di spalle. Forse tante volte non sono stati dei cuor di leone - ma ce ne sono non pochi morti sotto tortura e il loro dedicarsi al tempo lento della riflessione probabilmente li rende miti, a differenza degli ideologi - ma è quando si è sotto una dittatura che essi sembrano completamente scomparsi. A una dittatura si arriva, spesso, erodendo il pensare e rinfocolando il risentimento nichilistico. Ed è davvero preoccupante il nostro tempo se - senza indugiare troppo, al momento, sulle castronerie disinvolte dei nostri governanti, se pensiamo all'intellettuale ce lo figuriamo piuttosto avanti negli anni. Come se il pensare, nel nostro tempo iperginnico e ultrasonico, dalla memoria abrasa, fosse paese per vecchi.

 

 

Francesco Virga

Sono molto grato a Gianfranco Perriera che, in modo articolato e ben argomentato, ha risposto alla mia 'provocazione '

 

Gianfranco Perriera

Francesco Virga grazie a te


Giacomo Solazzo

Gianfranco Perriera bellissime ed oneste osservazioni sul ruolo degli intellettuali che ovviamente non sono una categoria monolitica e monocorde . Ci sono per fortuna differenze soprattutto sul piano dell'impegno politico e della denuncia coraggiosa ma in ogni caso chi ponga domande sulla condizione umana e faccia riflettere ad esempio sui concetti di libertà e democrazia rende sicuramente un buon servizio alla collettività e al tempo che si sta vivendo.

 

 

 

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