20 ottobre 2015

A GIBELLINA ULTIMATA L'OPERA DI A. BURRI

Il cretto di A. Burri a Gibellina


Inaugura, nell’anno del centenario della nascita di Alberto Burri (1915-1995) e 30 anni dopo – era il 1985 quando iniziarono i lavori – l’avvio dell’opera, il Grande Cretto di Gibellinauno dei maggiori capolavori del maestro.
Salutato da una conferenza stampa, che si tiene domani presso l’Ex Chiesa di Santa Caterina a Gibellina Vecchia, questa imponente meraviglia di arte ambientale arriva finalmente a compimento dopo che, lo scorso mese di maggio, si è chiuso il cantiere che ha concluso quest’opera secondo quando pensato dall’originale progetto previsto dallo stesso Burri.
Il paese di Gibellina, nella Valle del Belìce in Sicilia, fu rasa al suolo da un disastroso terremoto nel 1968 e, a seguito di questa calamità, l’allora sindaco Ludovico Corrao chiamò numerosi importanti artisti a pensare, con le loro opere e i loro progetti, alla fondazione, in altro luogo, della nuova Gibellina, con un trionfo di nuove piazze, architetture e opere monumentali.
Invitato nel 1981, Alberto Burri scelse di intervenire, invece, sulle macerie della Gibellina distrutta. Quanto rimaneva dei suoi edifici fu inglobato nel cemento preservando, però, l’antico suo assetto urbanistico. Nasce in questo modo il Cretto più grande dell’artista che, come nelle sue opere omonime, presenta fenditure e spaccature, solchi che, qui, sono le vie percorribili del paesino siciliano. L’opera si pronuncia come ricordo della tragedia, ma anche come un nuovo inizio per la comunità siciliana.
Alberto Burri, Il Grande Cretto di Gibellina (completato)
Tra il 1985 e il 1989, quando furono interrotti, i lavori hanno coperto una superficie di circa 66.000 metri quadrati rispetto gli 86.000 preventivati.
Senza eguali nel panorama artistico internazionale, per il Grande Cretto di Gibellina è prevista anche una seconda fase: ad integrazione del completamento, è già finanziata, e in attesa di imminente inizio, la seconda fase con i lavori di restauro del vecchio complesso.
Nel catalogo della mostra Burri I Cretti, allestita al Museo Riso di Palermo per approfondire una delle maggiori fasi creative dell’artista umbro, scrive Bruno Corà:
“[…] Diversamente da un paesaggio naturale, nel Cretto la frattura regolata, accompagnata, composta non parla più degli elementi scatenanti forze ignote o catastrofi incipienti, ma diviene specchio del pensiero, della sua domanda insistente, assetata, inappagabile. Se è vero che l’opera d’arte non può dare risposte, essa consente di scatenare interrogazioni inarrestabili.
Lo spazio del Cretto obbliga lo sguardo a percorrere le sue fratture come il viandante dentro le vie di una città abbandonata; la massa piena di incidenti di un acrovinilico di Burri ha la labirintica struttura della cerebralità e del pensiero che non può approdare.
Il Grande Cretto di Gibellina ha un corpo percorribile, esso contiene tutto l’antico abitato di quel povero paese della Valle del Belice estintosi in una notte invernale del 1968. Scendendo nelle sue fessure, perdendosi nei suoi dedali che un tempo furono le strade stesse del paese, si alimenta ogni volta il pensiero sulla condizione di quanti abitavano in quella terra. Il Grande Cretto evoca tanto la catastrofe avvenuta quanto l’inestinguibilità della memoria che, pur velando ogni cosa, la evidenzia. Davanti al Grande Cretto di Gibellina si comprende che la forma è una cosa vera, che lo spazio è un pensiero diversamente replicabile e aperto e che l’arte ha il potere di dare senso alle cose, con il più eloquente dei silenzi.”
Le Istituzioni siciliane prevedono, oltre ad una rinnovata e adeguata segnaletica in aggiunta ad altri servizi di comunicazione, anche la realizzazione di una sede-presidio, presso l’opera-monumento, in cui sarà possibile sostare e trovare informazioni, pubblicazioni, immagini e documenti sulla creazione, la realizzazione e la storia del Grande Cretto.
Il Grande Cretto di Gibellina
Opera completata da Regione Sicilia, Comune di Gibellina, Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri
Dal 17 ottobre 2015
Gibellina Vecchia (TP)

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