25 dicembre 2014

IL PROGETTO DI GARRY WINOGRAND



Foto di Garry Winogrand


Garry Winogrand, application for a Guggenheim fellowship, 1963
/domanda di borsa di studio Guggenheim, 1963

This is my project


Photography, photographers, photographs deal with facts.
I have been photographing the United States, trying by investigating photographically to learn who we are and how we feel, by seeing what we look like as history has been and is happening to us in this world.
Since World War II we have seen the spread of affluence, the move to the suburbs and the spreading of them, the massive shopping centers to serve them, cars for to and from. New schools, churches, and banks. And the growing need of tranquilizer peace, missile races, H bombs for overkill, war and peace tensions, and bomb shelter security. Economic automation problems, and since the Supreme Court decision to desegregate schools, we have the acceleration of civil liberties battle by Negroes.
I look at the pictures I have done up to now, and they make me feel that who we are and how we feel and what is to become of us just doesn’t matter. Our aspirations and successes have been cheap and petty. I read the newspapers, the columnists, some books, and I look at some magazines (our press). They all deal in illusions and fantasies. I can only conclude that we have lost ourselves, and that the bomb may finish the job permanently, and it just doesn’t matter, we have no loved life.
I cannot accept my conclusions, and so I must continue this photographic investigation further and deeper. This is my project.

Garry Winogrand, application for a Guggenheim fellowship, 1963
/domanda di borsa di studio Guggenheim, 1963

La fotografia, i fotografi, le fotografie hanno a che vedere con i fatti.
Ho sempre fotografato gli Stati Uniti cercando di imparare, le mie foto come strumento di ricerca, chi siamo e come ci sentiamo, vedendo quale aspetto abbiamo nel corso della storia passata e presente in questo mondo. 
Fin dalla Seconda guerra mondiale abbiamo visto la ricchezza diffondersi, le persone spostarsi verso le periferie e queste ultime espandersi, la creazione di enormi centri commerciali a loro destinati e l'andirivieni di automobili. Nuove scuole, chiese e banche. E la crescente esigenza di pace rassicurante, le corse ai missili, le bombe ad idrogeno ad elevato potenziale distruttivo, l'alternanza di tensioni tra la guerra e la pace e la sicurezza dei rifugi antibomba. Problemi di automazione economica e, da quando la Corte Suprema ha deciso di mettere al bando la segregazione nelle scuole, abbiamo l'accelerazione della battaglia per le libertà civili da parte dei neri.
Guardo le foto che ho fatto finora: mi fanno capire che chi siamo e come ci sentiamo e quello che diventeremo non conta proprio niente. Le nostre aspirazioni e i nostri successi sono stati di scarso valore, insignificanti. Leggo i giornali, gli editorialisti, alcuni libri e guardo qualche rivista (la nostra stampa). Si occupano tutti di illusioni e fantasie. Posso solo concludere che abbiamo smarrito noi stessi e che la bomba potrebbe definitivamente finire il lavoro, e non ha proprio alcuna importanza: la nostra vita è senza amore.
Non mi rassegno ad accettare queste conclusioni, per cui devo proseguire questa ricerca e devo condurla più a fondo. Questo è il mio progetto.

Testo ripreso da: http://buchi-nella-sabbia.blogspot.it/

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