13 aprile 2018

VITTORIO RIERA, Canto d'amore per la Sicilia


Ph. di Serena Valenti

SICILIA
(Declino e Rinascimento)

I. Sicilia povera derelitta Sicilia

ti hanno abbindolato
con false promesse di lavoro

ti hanno illuso
con comizi canti e striscioni

ti hanno sterilizzato
con raffinati seducenti strumenti

ti hanno esposto
nuda al ludibrio dei potenti

hanno stracciato
i gonfaloni e le tue le bandiere

hanno sigillato
il tuo corpo in vesti di pattume

hanno fatto
cianume della tua nobiltà

ti hanno isterilita
calpestandoti con talloni di ferro

hanno sfregiato
le tue coste con alberi di cemento

hanno ridotto
a botri e forre le tue colline

hanno sverdito
i tuoi monti con possenti rasoi

hanno rastrellato
anche le ricchezze più misere

ti hanno obbligata
a bere da pozzi melmosi

ti hanno trascinata
tra polveri e terre avvelenate

ti hanno rinsecchita
ingurgitando i frutti del tuo sudore

hanno succhiato
il tuo sangue con labbri di vampiro

hanno affondato
coltelli nelle tue piaghe sanguinanti

ti hanno stritolata
tra le spire di serpi voluttuose

ti hanno strappato
il cuore spaccandoti il petto

hanno lacerato
il tuo volto con invisibili artigli

ti hanno squartata
divorando le tue carni come cani rabbiosi

ti hanno sgozzata
come si fa con gli agnelli a Pasqua

ti hanno violata
e stuprata negli affetti più sacri

ti hanno martirizzata
irridendo le tue grida di dolore

hanno bevuto
le tue viscere fino all’ultima stilla

ti hanno crocifissa
come Gesù dolente sulla croce

ti hanno sfigurata
avvolgendoti tra rovi e spine

ti hanno derisa
con risa e osceni sberleffi

ti hanno uccisa
mirando alla tua bocca con la lupara
questi politici dal fosco candore.

II. Sicilia di miti di riti e leggende

torneremo torneremo a tenere
lontano il canto delle false sirene

torneremo torneremo a nuotare
nel cobalto dei tuoi mari

torneremo torneremo a vedere
i pesci tra il verde delle alghe

torneremo torneremo a bagnarci
tra i flessuosi papiri del Ciane

torneremo torneremo a bere
le acque dei nostri fiumi

torneremo torneremo a proteggere
i nostri boschi e le nostre valli

torneremo torneremo a mirare
il brillio lontano delle tue cupole

torneremo torneremo a nuotare
nell’incendio dei nostri tramonti

torneremo torneremo a cantare
tra le spighe del grano mature

torneremo torneremo a tuffarci
nell’odore aspro dei fieni

torneremo torneremo a scaldarci
al lume di lucciole in amore

torneremo torneremo a stupirci
per il canto degli usignoli

torneremo torneremo ad arare
le nostre terre e le nostre acque

torneremo torneremo a fecondarti
con il lavoro dei nostri figli

torneremo torneremo a scavare
tra i tesori delle opere d’arte

torneremo torneremo a crescere
consumando libri e mappe

torneremo torneremo a navigare
tra i miti delle nostre isole

torneremo torneremo a lottare
con i rais delle nostre tonnare

torneremo torneremo a cercare
nuovi castelli e giardini incantati

torneremo torneremo a rivivere
per i viaggi dei moderni Goethe

torneremo torneremo a esaltare
i profumi delle nostre contrade

torneremo torneremo a sentire
il parlare grave dei nostri avi

torneremo torneremo a giocare
nei cortili della nostra infanzia

torneremo torneremo a incontrarci
all’ombra dei salici e dei carrubi

torneremo torneremo ad ascoltare
il silenzio austero dei chiostri

torneremo torneremo a inebriarci
dell’incenso delle nostre chiese

torneremo torneremo a innalzare
nuovi arcobaleni di pace

torneremo torneremo ad amarci
gli occhi alle infinità del creato

torneremo torneremo a esultare
per l’uomo tornato mansueto

Sicilia dalla bianca candida zagara.

Vittorio Riera

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