29 marzo 2018

GRAMSCI, Dio affittacamere



Riprendo qui uno dei trafiletti polemici che Antonio Gramsci pubblicava nella rubrica Sotto la Mole, per l'edizione torinese dell'“Avanti!”, politicamente scorrettissimo. Si risente nel corsivo del giovane Gramsci non solo l'anticlericalismo socialista di vecchio stampo ottocentesco ma anche il più moderno e aggressivo integralismo laicista che solo il più maturo Gramsci saprà mitigare.
Trasformare, comunque,  in un santino il socialcomunista sardo, quantunque sia prassi diffusa, a me non pare una buona azione.

Dio affittacamere

 Antonio Gramsci

Bazzicavo una volta una brigata di fiorentini e di pisani, gente allegra e spregiudicata, facile allo scherzo grasso ed alla bestemmia immaginosa. Quante ne ho sentite. E quale varietà! Altro che il monotono motto torinese!... Madonna... Cristo... Dio... C’era da far morire di sdegno tutta la Lega contro la bestemmia e il turpiloquio, che, tra parentesi, si è costituita l’altra sera nella nostra città, ed ha nominato un presidente e due vicepresidenti, dei quali uno per la sezione industriale. Che diavolo vogliano industrializzare la bestemmia?
Ma ritornando ai miei toschi spiriti bizzarri, ce n’era uno che aveva un intercalare tutto suo: Dio affittacamere!!! e lo ripeteva ogni momento, in ogni occasione, con una costanza invidiabile. Me lo son ricordato leggendo il Bollettino del Santuario della Madonna del Selvaggio, celebre santuario tra i monti di Giaveno, che è meta di pellegrinaggi e centro di ritrovi spirituali, anche se da qualche tempo deve, come la Madonna della Consolata, subire la concorrenza della Madonna di Lourdes, la cui devozione, non dirò industria, fu importata recentemente a Torino da congressisti francesi espulsi, e che sembrano fare ottimi affari... Nel Bollettino — raccomando ai miei lettori di dare sempre un’occhiata agli innumerevoli fogli e foglietti che i parroci, i canonici fanno circolare fra i fedeli delle varie chiese: è il miglior mezzo per perdere anche quella poca fede, che, per una combinazione qualsiasi, fosse loro rimasta — nel Bollettino, dico, c'è un padrone di casa che manda quaranta lire dichiarando di aver fatto voto, ogniqualvolta rimaneva con un appartamento vuoto, di dare l’importo del primo mese di fitto alla Madonna, e di essere così sempre riuscito ad affittare immediatamente, e raccomandando quindi il sistema agli altri colleghi proprietari.
Dio affittacamere... Oh! Buon vecchio Dio, come ti hanno mal ridotto i tuoi fedeli! Oh, Zeus formidabile nelle collere e tenero negli amori! Jehova, terribile ed inesorabile giustiziere, quale degenerazione! Il successore vostro è buono a tutti gli usi. Gestisce l'ufficio di collocamento per le serve, affitta le camere, magari ad ore, protegge contro le punture delle zanzare...
Ed è a questa religione, imbastardita ed incretinita, a questa fede, incapace di sollevare l’animo al disopra d ogni bassura, a questi riti diventati abitudini passive, superstizioni grottesche che si vorrebbe ancora che l’umanità affidasse il suo avvenire.
Per quanta barbarie ancora ingombri l’animo degli uomini, anche mentre pare debba dileguarsi ogni speranza nella ragione umana, noi sentiamo che siamo ormai liberi dei ceppi del cristianesimo.
Morirono Api, e Zeus, e Jehova; è morto Cristo e non risuscita più! 
Torino, 29 aprile 1916

Ora in Antonio Gramsci, Sotto la Mole, Einaudi, 1960

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