02 novembre 2013

PASOLINI PARLA ANCORA ...

Cimitero di Casarsa: tomba di Pier Paolo Pasolini


 Giorgio Galli - A Pier Paolo Pasolini
 
Qui dove manco l’odore del mare
ci viene a consolare,
qua in mezzo a questa mondezza
che puzza come puzza l’omicidio
gira il fantasma del grande poeta,
spettro incapace di pace, che gira
e gira il mondo dei vivi perché vi appartiene ancora,
perché in quel mondo non ha ancora terminato
il suo mandato.
Tu, dipinto come “Omero della feccia”
lo eri davvero, ma in senso più alto,
perché solo fra gente disprezzata
trovavi i tuoi fratelli, fra quelli
che vivevano in mezzo alla mondezza
non per peccato, ma perché lasciati
dalle mani di Dio a marcire lì.
Tu, più che a un comunista, somigliavi a San Francesco,
e ad Epicuro, altro “uomo dei porci”.
E chi sa quanta sofferenza
in te come in Epicuro albergava
per illuminarti così la mente a giorno!
Tu come gli altri fratelli dei porci
sei stato idolatrato da chi meno
ne aveva il diritto: oggi anche i fricchettoni
e i reazionari sciolgono in bocca il tuo nome.
Ma guarda!, questa è la verità,
quello che gli altri pensano di te
questo posto dove il vento puzza
e i pescatori si tengono lontano.
Alla tomba di Anacreonte ha dedicato
il grande Goethe parole d’Olimpo,
alla tua che si può dedicare
se non discorsi di rabbia e amor ferito?

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