31 ottobre 2014

INGIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI

La famiglia di Stefano Cucchi




Questa sera partecipo al dolore della famiglia Cucchi facendo mia la nota pubblicata da una cara amica su  http://buchi-nella-sabbia.blogspot.it/  :



A Stefano Cucchi e alla sua famiglia dedico una poesia nata quarantaquattro anni fa per Pinelli. Al SAP e a Giovanardi, il mio disprezzo.


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L'alibi del morto

Giuda dice che l'alibi del morto
era crollato: per questo il morto è sceso nel cortile.
Ma l'alibi era buono; il morto è riabilitato:
nessuno dice che Giuda aveva torto.

*

Il perito settore dice che le ferite
non sono incompatibili con la meccanica di
una caduta dall'alto. Il giornale conclude
che dunque il morto si è suicidato.

*

Miserabili vecchi che per pietà
di se stessi dovrebbero esser morti
ci parlano degli specchi, ci ammoniscono, ci insegnano il futuro,
escono dagli specchi per baciare i morti.

*

L'assassino s'è affrettato a sparlare del morto.
S'era sentito un assassino compatire un morto.
S'era visto un assassino baciare la fronte di un morto.
Vedi che gli assassini non trascurano i morti.


20.30 cordoglio del beone.
20.31 rampogne del furfante.
20.32 consigli dell’idiota.
20.33 ultimatum del boia.

*

La Borsa è sana, la Borsa reagisce
con splendido, inatteso, confortante vigore
alle notizie dal fronte, ai proclami, alla limpida morte
del legionario ucciso dal nemico.

*

Corvi senz'ali all'ombra
piatta della bilancia
trinità di sicari
brandiscono la lancia.

*

Giuda dice: la gente ai miei guerrieri
ha buttato dei sassi, per questo han caricato.
Di chi c'era nessuno se n'è accorto:
ma il Senato dice che Giuda non ha torto.

*

Non predicate la dittatura
di una classe sull’altra, non è il vostro lavoro.
Non dite niente che possa suscitare
l’odio di classe: ci pensano già loro.

*

Parlo per me ma forse anche per voi.
Amici, diciamo la verità:
di sentirci oppressi ci sentiamo felici;
ci importa adesso esser vittime, non esser liberi poi.

Giovanni Raboni, 1970
da Cadenza d’inganno

1 commento:

  1. Giustizia per Stefano Cucchi, e per i tanti giovani e meno giovani pestati, picchiati, maltrattati, violentati, uccisi da chi dimentica di appartenere alla stessa casa, da sempre e per sempre: l'umanità.

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